lunedì 12 maggio 2008
martedì 22 aprile 2008
sbornia elettorale
giovedì 20 marzo 2008
da repubblica.it

Rapporto di Legambiente in occasione della Giornata Mondiale
Ecco come è diventata un bisogno indotto
Acqua minerale, record mondiale
Acqua minerale, record mondiale
Ne beviamo mezzo litro al giorno
E consumiamo sei miliardi di bottiglie di plastica...
E consumiamo sei miliardi di bottiglie di plastica...
di ANTONIO CIANCIULLO
Acqua minerale, record mondialeNe beviamo mezzo litro al giorno" ROMA - Ci sarà pure la crisi economica, ma continuiamo a scolarci più di mezzo litro di acqua minerale a testa per 365 giorni l'anno: 194 litri ciascuno. Erano 65 litri nel 1985: il dato è triplicato in due decenni, assicurando all'Italia il record mondiale del consumo di acqua imbottigliata. La scelta suonerebbe logica in un paese percorso dagli scandali sull'inquinamento delle falde idriche, ma non viaggia in parallelo con i fatti. Le denunce più clamorose dell'inquinamento da discariche abusive e da diserbanti risalgono alla prima metà degli anni Ottanta. Da allora, anche grazie alle direttive europee, la capacità di depurazione e controllo è nettamente migliorata, come è stato dimostrato anche da una ricerca in dieci grandi città sponsorizzata nel luglio scorso da Repubblica. Eppure la diffidenza verso la mano pubblica che effettua i controlli sommata alla formidabile pressione del marketing delle aziende di settore ha trasformato il consumo di acqua minerale da piacevole alternativa sensoriale a bisogno indotto. Il risultato è quello denunciato nel rapporto "Una paese in bottiglia" preparato dalla Legambiente in occasione della giornata mondiale dell'acqua che si celebra il 22 marzo. Secondo Stefano Ciafani, responsabile scientifico dell'associazione ambientalista, l'impatto derivante dalla filiera delle acque minerali è pesante: nel 2006 gli italiani hanno utilizzato circa 6 miliardi di bottiglie di plastica, la cui produzione ha implicato il consumo di 480 mila tonnellate di petrolio e l'emissione in atmosfera di 624 mila tonnellate equivalenti di anidride carbonica. Anche colpa della scomparsa dell'acqua di rubinetto come terza opzione possibile (oltre al classico liscia e gassata) al ristorante e al bar.
L'altra faccia di questa contraddizione è il buono stato di salute dell'industria dell'acqua minerale. In Italia nel 2006 erano attive 189 fonti e 304 marche di acque minerali in grado di generare un volume di affari di 2,2 miliardi di euro, grazie all'imbottigliamento di 12 miliardi di litri di acqua. Ma quanto rende al paese questo settore? La fotografia che emerge grazie al questionario inviato da Legambiente alle regioni italiane, a cui hanno risposto tutte con l'unica eccezione della Calabria, è desolante. Solo in 8 Regioni è previsto un pagamento proporzionale ai litri prelevati o imbottigliati: Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria e Veneto. E si va dai 30 centesimi a metro cubo della Basilicata ai 2 euro del Lazio e ai 3 del Veneto. La Sicilia e la provincia autonoma di Bolzano fanno pagare in base ai volumi d'acqua, ma con canoni discutibili visto che in Sicilia paga di meno chi preleva di più e in Alto Adige, si legge nel rapporto, "il canone annuo previsto è ridicolo (circa 617 euro per ogni litro al secondo derivabile): se una concessione permette la derivazione di 10 litri al secondo, il titolare del diritto è tenuto a pagare un canone annuo di 6.175 per una concessione che potrebbe prelevare - per 24 ore al giorno e per 365 giorni all'anno - fino ad un totale di circa 315 milioni di litri ogni anno". In 8 Regioni (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Puglia, Sardegna, Toscana, Trentino, Valle d'Aosta) si paga ancora con il vecchio criterio e cioè solo in funzione degli ettari dati in concessione alle aziende. In Puglia la cifra ammonta a circa un euro per ettaro e in Liguria arriva intorno ai 10 euro; nel Lazio e nelle Marche invece si arriva a pagare circa 120 euro mentre in Veneto, nelle zone di pianura, quasi 590 euro per ettaro. Infine l'Abruzzo prevede solo il pagamento di un canone forfettario (pari a poco più di 2.700 euro all'anno) a prescindere dalle superfici della concessione e dai volumi di acqua. "E' vero che non tutte le Regioni hanno utilizzato le possibilità offerte dalla devolution che ha decentralizzato le competenze in questo settore", afferma Ettore Fortuna, presidente di Mineracqua. "Ma lo hanno fatto le 10 Regioni in cui si imbottiglia l'80 per cento dell'acqua minerale italiana, a cominciare da Lombardia, Piemonte e Veneto che da sole coprono metà del mercato: lì si paga non in base agli ettari dati in concessione ma ai volumi di acqua prelevati. La voce secondo la quale le nostre industrie pagano poco è dunque una leggenda metropolitana: il problema è un altro: le tariffe applicate sono così disomogenee da creare problemi consistenti alle aziende e per questo abbiamo presentato un ricorso all'antitrust". "In Umbria", ribatte Ciafani, "gli introiti derivanti dai canoni di concessione dalle diverse aziende imbottigliatrici che operano nella regione sono di circa 1,4 milioni di euro, pari allo 0,6 per cento del volume di affari derivante dalla vendita delle acque minerali. In molte regioni questi introiti non sono neanche sufficienti a coprire le spese sostenute dalle amministrazioni pubbliche per la gestione amministrativa e l'attività di sorveglianza. Calcolando che solo un terzo circa delle bottiglie di plastica utilizzate è stato raccolto in maniera differenziata e destinato al riciclaggio si ha il quadro di una situazione che deve cambiare". Qualcuno comincia già a muoversi: in molte scuole a Torino, Firenze, Roma e Bologna è stata eliminata l'acqua in bottiglia utilizzando esclusivamente quella di rubinetto.
Acqua minerale, record mondialeNe beviamo mezzo litro al giorno" ROMA - Ci sarà pure la crisi economica, ma continuiamo a scolarci più di mezzo litro di acqua minerale a testa per 365 giorni l'anno: 194 litri ciascuno. Erano 65 litri nel 1985: il dato è triplicato in due decenni, assicurando all'Italia il record mondiale del consumo di acqua imbottigliata. La scelta suonerebbe logica in un paese percorso dagli scandali sull'inquinamento delle falde idriche, ma non viaggia in parallelo con i fatti. Le denunce più clamorose dell'inquinamento da discariche abusive e da diserbanti risalgono alla prima metà degli anni Ottanta. Da allora, anche grazie alle direttive europee, la capacità di depurazione e controllo è nettamente migliorata, come è stato dimostrato anche da una ricerca in dieci grandi città sponsorizzata nel luglio scorso da Repubblica. Eppure la diffidenza verso la mano pubblica che effettua i controlli sommata alla formidabile pressione del marketing delle aziende di settore ha trasformato il consumo di acqua minerale da piacevole alternativa sensoriale a bisogno indotto. Il risultato è quello denunciato nel rapporto "Una paese in bottiglia" preparato dalla Legambiente in occasione della giornata mondiale dell'acqua che si celebra il 22 marzo. Secondo Stefano Ciafani, responsabile scientifico dell'associazione ambientalista, l'impatto derivante dalla filiera delle acque minerali è pesante: nel 2006 gli italiani hanno utilizzato circa 6 miliardi di bottiglie di plastica, la cui produzione ha implicato il consumo di 480 mila tonnellate di petrolio e l'emissione in atmosfera di 624 mila tonnellate equivalenti di anidride carbonica. Anche colpa della scomparsa dell'acqua di rubinetto come terza opzione possibile (oltre al classico liscia e gassata) al ristorante e al bar.
L'altra faccia di questa contraddizione è il buono stato di salute dell'industria dell'acqua minerale. In Italia nel 2006 erano attive 189 fonti e 304 marche di acque minerali in grado di generare un volume di affari di 2,2 miliardi di euro, grazie all'imbottigliamento di 12 miliardi di litri di acqua. Ma quanto rende al paese questo settore? La fotografia che emerge grazie al questionario inviato da Legambiente alle regioni italiane, a cui hanno risposto tutte con l'unica eccezione della Calabria, è desolante. Solo in 8 Regioni è previsto un pagamento proporzionale ai litri prelevati o imbottigliati: Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria e Veneto. E si va dai 30 centesimi a metro cubo della Basilicata ai 2 euro del Lazio e ai 3 del Veneto. La Sicilia e la provincia autonoma di Bolzano fanno pagare in base ai volumi d'acqua, ma con canoni discutibili visto che in Sicilia paga di meno chi preleva di più e in Alto Adige, si legge nel rapporto, "il canone annuo previsto è ridicolo (circa 617 euro per ogni litro al secondo derivabile): se una concessione permette la derivazione di 10 litri al secondo, il titolare del diritto è tenuto a pagare un canone annuo di 6.175 per una concessione che potrebbe prelevare - per 24 ore al giorno e per 365 giorni all'anno - fino ad un totale di circa 315 milioni di litri ogni anno". In 8 Regioni (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Puglia, Sardegna, Toscana, Trentino, Valle d'Aosta) si paga ancora con il vecchio criterio e cioè solo in funzione degli ettari dati in concessione alle aziende. In Puglia la cifra ammonta a circa un euro per ettaro e in Liguria arriva intorno ai 10 euro; nel Lazio e nelle Marche invece si arriva a pagare circa 120 euro mentre in Veneto, nelle zone di pianura, quasi 590 euro per ettaro. Infine l'Abruzzo prevede solo il pagamento di un canone forfettario (pari a poco più di 2.700 euro all'anno) a prescindere dalle superfici della concessione e dai volumi di acqua. "E' vero che non tutte le Regioni hanno utilizzato le possibilità offerte dalla devolution che ha decentralizzato le competenze in questo settore", afferma Ettore Fortuna, presidente di Mineracqua. "Ma lo hanno fatto le 10 Regioni in cui si imbottiglia l'80 per cento dell'acqua minerale italiana, a cominciare da Lombardia, Piemonte e Veneto che da sole coprono metà del mercato: lì si paga non in base agli ettari dati in concessione ma ai volumi di acqua prelevati. La voce secondo la quale le nostre industrie pagano poco è dunque una leggenda metropolitana: il problema è un altro: le tariffe applicate sono così disomogenee da creare problemi consistenti alle aziende e per questo abbiamo presentato un ricorso all'antitrust". "In Umbria", ribatte Ciafani, "gli introiti derivanti dai canoni di concessione dalle diverse aziende imbottigliatrici che operano nella regione sono di circa 1,4 milioni di euro, pari allo 0,6 per cento del volume di affari derivante dalla vendita delle acque minerali. In molte regioni questi introiti non sono neanche sufficienti a coprire le spese sostenute dalle amministrazioni pubbliche per la gestione amministrativa e l'attività di sorveglianza. Calcolando che solo un terzo circa delle bottiglie di plastica utilizzate è stato raccolto in maniera differenziata e destinato al riciclaggio si ha il quadro di una situazione che deve cambiare". Qualcuno comincia già a muoversi: in molte scuole a Torino, Firenze, Roma e Bologna è stata eliminata l'acqua in bottiglia utilizzando esclusivamente quella di rubinetto.
martedì 18 marzo 2008
ecco la hit-parade dei politici

I redditi dei politici
Ecco, di seguito, la classifica dei redditi per il 2006 dei leader di partito eletti alla Camera dei Deputati, secondo quanto si evince dalle dichiarazioni dei redditi per il 2006 (valori in Euro) : Berlusconi 139.245.570 Santanchè 237.665 Bertinotti 233.195 Nucara 223.412 Prodi 217.221 Casini 176.009 Di Pietro 175.137 Pecoraro 173.999 D'Alema 166.989 Rutelli 159.527 Maroni 150.158 Fini 147.814 Cesa 132.540 Diliberto 128.464 Boselli 126.254 Giordano 124.802 Fassino 124.292.
Ed ecco la top ten del Senato:
Ghedin (FI)i 1.223.463Fruscio (Lega)1.102.799 Barba (FI)824.166Scarabosio (FI) 812.227Calvi (Pd) 751.863Ciampi 720.851 Casoli (Fi) 711.405Costa (Fi) 640.277Pininfarina 582.209Dini 554.925
Ghedin (FI)i 1.223.463Fruscio (Lega)1.102.799 Barba (FI)824.166Scarabosio (FI) 812.227Calvi (Pd) 751.863Ciampi 720.851 Casoli (Fi) 711.405Costa (Fi) 640.277Pininfarina 582.209Dini 554.925
sabato 1 marzo 2008
domenica 24 febbraio 2008
SCANDALI A NON FINIRE. CHIEDO INTERVENTO POLITICO.

Dopo l'ennesimo scandalo arbitrale a danno della juve di quest'anno, chiedo l'intervento delle istituzioni e mi affido al presidente del consiglio perchè rimedi a questa becera situazione. Non se ne può veramente più. Questo è vanificare il progetto di una squadra che paga ancora gli strascichi di calciopoli che già l'hanno condannata pesantemente.
venerdì 22 febbraio 2008
mercoledì 20 febbraio 2008
Europa Si, Europa No
La Comunità Europea è in continua espansione, sia da un punto di vista territoriale, sia per il suo ruolo e il suo peso politico nella situazione internazionale.
Ma quanto si sentono europei gli italiani? Io credo ben poco, ad essere onesto... E voi?
Vorrei proporre un breve sondaggio / questionario, per vedere un po' che ne pensate e come vivete -se lo vivete-, il sentimento di appartenenza a questa grande comunità di stati.
Sentitevi liberi di rispondere anche attraverso i commenti.
Età:
Sesso:
Luogo in cui vivi (va bene anche regione o nord-sud-centro Italia o isole):
Quanto ti senti cittadino europeo?:
Cosa pensi della Comunità Europea?:
Lo stress ai tempi della campagna elettorale

Non si può neanche più accendere la televisione, leggere un giornale. La campagna elettorale inizia a imperversare con tutta la propria forza. O si parla di politica -stando attenti a non sforare oltre la par condicio- o non se ne parla proprio.
I manifesti in città sono solamente politici.
Vota PdL, vota PD, vota Rinco, vota Pinco, vota Pallino!
Per fortuna rimangono The O.C., i volantini pubblicitari di Panorama e internet.
Non riesco più a seguire una trasmissione che ospiti qualche politico. Carrellate di promesse, souvenirs dei bei tempi con Berlusconi, e numeri, numeri, numeri, che pochi riescono a capire, e che cambiano misteriosamente da una parte all'altra del campo politico: secondo il centro sinistra la situazione economica italiana è migliorata, secondo il centro destra l'Italia è ora come una tazzina di caffè caduta a terra e frantumata completamente. In questo caso però l'UE si è pronunciata facendo i complimenti all'Italia per l'ottimo risultato in campo economico.
In ogni caso, io non ho mai chiesto soldi allo Stato Italiano, eppure ho i debiti ugualmente. E ogni volta che vado a fare la spesa mi metto le mani nei capelli. Perciò, poco me ne frega del debito pubblico se poi un sacco di gente deve andare a chiedere prestiti a usurai per poter campare.
Le lacrime dei politici riguardo il disinteresse della popolazione nei confronti della politica sono solamente lacrime di coccodrillo, e, guarda caso, ne si parla solo in occasione di nuove elezioni. Ad eccezione del caso Grillo, che non si poteva arginare e tenere sotto controllo in alcun modo.
Insomma, a parte i volantini di Panorama, cosa ci rimane?
martedì 19 febbraio 2008
TONINO FOR PRESIDENT

Certo che di una campagna elettorale ce n'era proprio bisogno... era un'esigenza che accomunava tutti noi,ne sono sicuro. Io per lo meno avevo proprio voglia di vedere in giro tutte quelle belle faccie.. Silvio, Gianfranco,Massimo, Clemente, Fausto, Alfonso, Pierferdi e tutto il loro codazzo di portavoce. Poi ora che si sono messi quasitutti in proprio è ancora più divertente! alzi la mano chi di voi non è impaziente di andare alle urne per dare ilproprio voto alla rosa bianca? O chi non vuole dare forza a un movimento come la Destra di quel grand'uomo di Storace?beh, scherzi a parte, la situazione è proprio deprimente, ma siccome la speranza è l'ultima a morire, io credo ancora che pian piano qualcosa si possa cambiare, votando qualcuno che in parte si discosta dalla deriva generale dei politici, l'unico che secondo me non si adegua ai giochetti politici ma cerca di riportare un po' di moralità in un ambiente altrimenti compromesso, Antonio Di Pietro.In una politica fatta di persone che si sono servite del potere per i lori fini (particolarmente fastidiosi coloro che nonostante tutto continuano ergersi a paladini della fede cattolica di cui per primi hanno tradito -o tuttora tradiscono- i precetti), la figura di Di Pietro mi pare l'unica nota fortunatamente stonata, l'unica vocefuori dal coro (come dimostrato nel caso dell'indulto).Certo, qualcuno potrebbe criticarlo per essersi alleato col PD, ma è una scelta obbligata, in quanto se si vuole cambiare la politica, è necessario anzitutto farne parte, dall'esterno non si fa nulla. E questa scelta ha già dato un risultato apprezzabile: il Pd ha deciso che nelle sue liste non verranno candidati pregiudicati,cosa che mi pare tutt'altro che scontata. Altro elemento positivo di Antonio Di Pietro è il fatto che venga criticato da gran parte dei politici italiani,cosa che dimostra la sua estraneità a quel modo di fare politica... viene accusato di essere giustizialista eforcaiolo, dal momento che non si allinea sulle loro posizioni... e ogni volta che un politico si accalora nelcriticarlo, non fa che rafforzare la mia convinzione.Un esempio? Recentemente è stato criticato da più parti sulla scelta di non sciogliere la commissione per il ponte sullo stretto di Messina.Si é detto che aveva tradito il programma dal momento che si dimostrava favorevole al ponte (cosa non vera), o chesi stava battendo per tenere in vita un carrozzone politico a spese dei contribuenti (altrettanto falso); ad attaccarlo tramite insinuazioni simili sono stati sia politici, sia giornalisti, sia comici, che non hanno fatto che dimostrare o la loro ignoranza dei fatti (cioè una critica per partito preso) o laloro malafede: a chi fosse curioso suggerisco in proposito quanto postato da Di Pietro nel suo blog in un botta e risposta col giornalista Marco Travaglio, da cui risulta evidente la correttezza del suo operato nei confronti sia degli alleati, sia dei contribuenti.si potrebbe proseguire l'elenco ma si farebbe notte... tanto, come dice lui, carta canta, basta informarsi. Certo, anche lui ha i suoi difetti (chi non ne ha?) ma nel complesso mi pare l'unica figura in grado di fare politica nell'interesse del cittadino, e non del politico stesso. Credendo che anche i membri della sua Italia dei Valorisiano mossi dagli stessi ideali, io voterò ancora una volta (e con convinzione) Antonio Di Pietro.
articolo scritto da :PAUL MUZZEDDU
JOHN STRAVOLTO AL VOTO

Nell'era pseudo-democratica italiana sono diversi i candidati alla presidenza del consiglio dei ministri.. Il problema che si pone non è solo il chi scegliere, ma soprattutto se scegliere di andare a votare.Vorrei premettere che l'arma dell'astensionismo funziona solamente in pochi determinati casi (ad esempio nei referendum in cui vi è un quorum da raggiungere). In tutti gli altri casi, però, è una vera tragedia, come quando in Francia, qualche anno fa, a causa delle numerose astensioni, rischiava di diventare presidente Le Pèn, noto esponente di una destra schifosamente xenofoba e intrisa di odori antisemiti. Nonostante ciò, l'astensionismo può servire a rendere noto il malessere popolare nei confronti di una classe politica che forse avrebbe bisogno di qualche innovazione e cambiamento. Come sempre accade, credo che una vasta astensione dalle urne -come qualsiasi altra manifestazione di scontento- entro pochi giorni verrebbe dimenticata.Tuttavia, nonostante l'inutilità politica del non votare -perchè anche con un solo voto un governo viene eletto-, penso sia la scelta più coerente a livello personale per tutti coloro che vedono del marcio in ogni singolo simbolo politico. Inoltre una coalizione non vince con un voto di differenza. Percui è lecito pensare "non vado a votare, almeno non hanno il mio voto", sempre che questo derivi da un ragionamento coerente con le proprie idee e convinzioni. Onestamente poco mi interessano le proposte e le promesse dei vari pretendenti al trono. Il dilemma principale è solamente uno: dove scorreggiare il 13 e 14 aprile? Cabina elettorale o comoda poltrona?
articolo scritto da:RAGAZZO DELLA VIA PAL
articolo scritto da:RAGAZZO DELLA VIA PAL
SE QUESTA E' POLITICA

La politica italiana ormai è allo sfascio. Innanazitutto non capisco la scelta del signor Fini, l'unico politico italiano che fino ad ora aveva ben rappresentato la DESTRA italiana, di allearsi con Berlusconi sciogliendo addirittura il proprio partito.Cioè il centro destra si allea con la destra Perchè?? Bè forse perchè Fini si è accorto che non potrà mai arrivare ai consensi di Berlusconi, e dunque si è alleato col peggior rivale. O forse perchè ambisce ad un posto nel partito popolare europeo, e un domani alla presidenza del consiglio. Cosa non si fa per la poltrona!! Si scioglie un partito che aveva rappresentato l'unica vera bandiera della destra. Roba da non credere. Se prima stimavo politicamente il signor Fini, bè ora non è più così! Non si salva di certo Berlusconi, che ormai si aggrappa alle scelte della concorrenza(super partito con cani e porci dentro, alla Veltroni) e perde di credibilità(semmai prima ne avesse) prima criticando aspramente questa legge elettorale, e poi beatificandola fino all'estremo, non appena ha sentito l'odore di un nuovo governo capeggiato dal suo faccione. E adesso udite udite accusa il partito democratico di copiare il suo programma! c'è da vergognarsi. Ora vuole inglobare anche Casini, che però si sta curando dalla sua sindrome e da quella del suo simile Mastella, perciò si è stancato di passare da una parte all'altra. (detto da uno che l'anno scorso ha votato a Casini mi sembra già un passo avanti).A sinistra (o centro-sinistra) le cose non sono migliori: ora con il nuovo super PD ci sono di nuovo tutti, ma stavolta sono tutti assieme.E il risultato dovrebbe cambiare?? si è vero mancano i comunisti, ma non mi risulta che il governo l'abbiano fatto cadere loro.Perciò che dire, ormai siamo solo di fronte a giochi di potere continui. E chi ci perde siamo sempre noi cittadini.
articolo scritto da :PIERO FRESI
una visione pluralista

Ci si avvia a nuove elezioni e senza che la destra abbia un partito in cui riconoscersi e che abbia almeno delle possibilità di avere una benchè minima rappresentanza parlamentare..anche Fini ormai è caduto sotto l'egemonia berlusconiana o perchè si è venduto o perchè spera che prima o poi pure berlusconi invecchi... sta di fatto che Alleanza Nazionale, ultima spoglia dell' MSI ora non esiste più. La fiamma si è spenta. Gli unici frammenti rimasti sono rintracciabili nella DESTRA di Storace, ma che mi viene a candidare la Santanchè, che non voterò mai... o tutti quei piccoli partiti estremisti che però non riescono ad ottenere nemmeno l'1%.. che fare???? adeguarsi alla nuova prospettiva di una nuova DC che si chiamerebbe Pdl o PD o comunque dare fiducia alle nuove liste di Rauti?? infondo CHI AMA LA MAMMA VOTA LA FIAMMA
articolo scritto da:LUCA CODA
lunedì 11 febbraio 2008
un paese da rifare

io invece di scegliere non scelgo..sembrerebbe la campagna per uno spot di telefonini..invece è il mio punto di vista per quanto riguarda le elezioni di aprile,non essendo rappresentato da nessun partito e da nessun politico (apparte borghezio).Non conoscendo alla perfezzione quale sarà la mia punizione divina mi prendo le mie responsabilità e NON VADO A VOTARE.non avendo la sfiga di nascere in Belgio in Italia il voto non è obbligatorio.
sabato 9 febbraio 2008
fini e la svolta del partito popolare
Non vedo molte vie di uscite per il partito di alleanza nazionale ormai entrato nella morsa di berlusconi.secondo il mio modesto parere un vero sbaglio politico se si vuole puntare alla conquista della poltrona del pres. del consiglio..fatto sta che il mio voto non l 'avra' ..gianfranco te l' hai cagata
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