martedì 19 febbraio 2008

JOHN STRAVOLTO AL VOTO


Nell'era pseudo-democratica italiana sono diversi i candidati alla presidenza del consiglio dei ministri.. Il problema che si pone non è solo il chi scegliere, ma soprattutto se scegliere di andare a votare.Vorrei premettere che l'arma dell'astensionismo funziona solamente in pochi determinati casi (ad esempio nei referendum in cui vi è un quorum da raggiungere). In tutti gli altri casi, però, è una vera tragedia, come quando in Francia, qualche anno fa, a causa delle numerose astensioni, rischiava di diventare presidente Le Pèn, noto esponente di una destra schifosamente xenofoba e intrisa di odori antisemiti. Nonostante ciò, l'astensionismo può servire a rendere noto il malessere popolare nei confronti di una classe politica che forse avrebbe bisogno di qualche innovazione e cambiamento. Come sempre accade, credo che una vasta astensione dalle urne -come qualsiasi altra manifestazione di scontento- entro pochi giorni verrebbe dimenticata.Tuttavia, nonostante l'inutilità politica del non votare -perchè anche con un solo voto un governo viene eletto-, penso sia la scelta più coerente a livello personale per tutti coloro che vedono del marcio in ogni singolo simbolo politico. Inoltre una coalizione non vince con un voto di differenza. Percui è lecito pensare "non vado a votare, almeno non hanno il mio voto", sempre che questo derivi da un ragionamento coerente con le proprie idee e convinzioni. Onestamente poco mi interessano le proposte e le promesse dei vari pretendenti al trono. Il dilemma principale è solamente uno: dove scorreggiare il 13 e 14 aprile? Cabina elettorale o comoda poltrona?
articolo scritto da:RAGAZZO DELLA VIA PAL

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