
Non si può neanche più accendere la televisione, leggere un giornale. La campagna elettorale inizia a imperversare con tutta la propria forza. O si parla di politica -stando attenti a non sforare oltre la par condicio- o non se ne parla proprio.
I manifesti in città sono solamente politici.
Vota PdL, vota PD, vota Rinco, vota Pinco, vota Pallino!
Per fortuna rimangono The O.C., i volantini pubblicitari di Panorama e internet.
Non riesco più a seguire una trasmissione che ospiti qualche politico. Carrellate di promesse, souvenirs dei bei tempi con Berlusconi, e numeri, numeri, numeri, che pochi riescono a capire, e che cambiano misteriosamente da una parte all'altra del campo politico: secondo il centro sinistra la situazione economica italiana è migliorata, secondo il centro destra l'Italia è ora come una tazzina di caffè caduta a terra e frantumata completamente. In questo caso però l'UE si è pronunciata facendo i complimenti all'Italia per l'ottimo risultato in campo economico.
In ogni caso, io non ho mai chiesto soldi allo Stato Italiano, eppure ho i debiti ugualmente. E ogni volta che vado a fare la spesa mi metto le mani nei capelli. Perciò, poco me ne frega del debito pubblico se poi un sacco di gente deve andare a chiedere prestiti a usurai per poter campare.
Le lacrime dei politici riguardo il disinteresse della popolazione nei confronti della politica sono solamente lacrime di coccodrillo, e, guarda caso, ne si parla solo in occasione di nuove elezioni. Ad eccezione del caso Grillo, che non si poteva arginare e tenere sotto controllo in alcun modo.
Insomma, a parte i volantini di Panorama, cosa ci rimane?

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